domenica 20 settembre 2009

Quattro foto

L'Italia è un posto orribile in cui vivere sotto tanti aspetti. Meno male che almeno sul piano della bellezza, davvero non ci batte proprio nessuno. Passeggiata ad Arezzo prima di prendere l'Intercity per Torino:




domenica 31 maggio 2009

Cicogne, crepe, margherite e trattori

Con l'encomiabile obiettivo di sensibilizzare le future generazioni alla preziosa diversità del mondo animale, al fragile equilibrio degli ecosistemi e al rispetto della Natura in tutte le sue forme, io e Franco abbiamo portato il nostro nipotino preferito all'oasi delle cicogne di Racconigi. Non so se la gita ha influito o meno sulla sua sensibilità verso l'ambiente. Quello che so è che le cose di cui ha voluto parlare a visita terminata e che più lo hanno impressionato sono state (in ordine di importanza):
  • un vecchio trattore abbandonato visto sul ciglio del sentiero;
  • tutti i ponti e i ponticelli che abbiamo attraversato;
  • i tubi di scolo che collegavano gli stagni artificiali;
  • le crepe del cemento dei sentieri;
  • un cespuglio di margherite;
Non potendo salire sul trattore, minare uno dei ponti, ostruire i tubi di scolo o riparare le crepe dei sentieri, abbiamo colto una margherita e ci siamo fatti fare una foto da zio Franco, che nel frattempo si ostinava a parlare a Samuele delle modalità migratorie delle cicogne.



martedì 21 aprile 2009

La santità ha bisogno di effetti speciali

martedì 9 dicembre 2008

Trasloco del blog

Ciao!
Volevo solo avvertirvi che ho trasferito il blog sui lidi di Wordpress.
Continuate ad aggiornarvi sulla mia banalissima vita linkandovi a http://kawaille.worpress.com

giovedì 9 ottobre 2008

roller coaster ride

Finalmente è finito il silenzio, colmato lo iato, empito il crepaccio.

Questo è stato il tempo della bonaccia, delle riflessioni, del tempo lasciato decantare, dei silenzi pieni di pensieri, dei pensieri ritmati dal vento e dal mare. Le chiacchiere con gli amici hanno scardinato circoli viziosi, gli abbracci della mia famiglia hanno liberato pensieri che parevano proibiti. Ci sono stati i panzerotti, le focacce, le mozzarelle e i pomodori secchi che non fanno mai male, anzi.

Poi, le riflessioni sono maturate in decisioni e le decisioni in atti.

Sono sulle montagne russe.
Finora, la salita.
Da martedì, la discesa, furiosa, matta, esilarante, pericolosa, incauta, eppure incredibilmente bella.



P.S.
Ma sto incominciando a scrivere come Umberto Galimberti? In caso di risposta affermativa, vi prego di procedere a trattamento rieducativo obbligatorio.

lunedì 1 settembre 2008

Ricomincia

Ricomincia la routine, la porta di casa chiusa alle otto e mezza, il caffè poco prima di entrare in ufficio, la pausa pranzo, la navigata furtiva su internet, e soprattutto il tempo che passa lento lento lento. Per fortuna che poi la sera vedo Franco e ci raccontiamo la giornata e ci guardiamo una puntata di Ugly Betty.

E per fortuna che ci sono le vacanze e c'è stato il concerto di Madonna.

lunedì 4 agosto 2008

Le Nuove e Le Officine

Torino è un caso patologico, un dramma freudiano, una tragedia greca: quando si tratta di slanci creativi, Torino ha la straordinaria capacità di dotarsi del meglio e contemporaneamente non farlo sapere a nessuno, allestire spazi straordinari e dimenticarsene ancor prima che siano inaugurati. Sadismo? Snobismo? Miopia? Dottori e psicologi si facciano avanti per la loro diagnosi.

Quache giorno fa, prima di partire per Bari, dove ora mi trovo, decido di andare a vedere due mostre organizzate in due spazi torinesi abbandonati ed interessati da quel processo di conversione ad usi differenti, più adatti alla fludità/terzosettorialità/multicentricità delle città del terzo millennio, che ha già interessato negli anni passati altre zone di Torino, prima fra tutte il Lngotto. Si tratta delle ex carceri, che i torinesi chiamano "Le Nuove" con quel misto di anacronismo sornione tutto sabaudo, e delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) dove millant'anni or sono si riparavano locomotive, motrici e locomotrici in un futurista rombare di scintille. Entrambe le strutture giacciono nel bel mezzo della città, in un'area ormai centrale, e si affacciano su quello che diventerà uno degli assi più importanti della mobilità torinese.

Visito le carceri prima, le Officine poi, ma la reazione è la stessa: ammirazione, stupore, voglia di dirlo ai miei amici, riflessioni finali amare sulla torinesità. Le mostre sono interessanti, nulla di più, francamente rivolte ad un pubblico ristretto. I luoghi però sono un'altra storia.


Quante volte vi capita di visitare un carcere, di entrare in un braccio, di entrare in una cella o di trovarsi al fondo di un canyon di corridoi concentrici sui quali si affacciano le celle? A Torino si può, e vi assicuro che non è un'esperienza che si dimentica tanto facilmente.


E quante volte vi capita di visitare una rovina positivista, un rudere della poetica della meccanica e del ferro? Quante volte, molto più semplicemente vi capita di entrare in una fabbrica dell'Ottocento? A Torino si può e vi assicuro che anche in questo caso la cosa non si dimentica tanto facilmente.

A Torino, 10€ biglietto cumulativo. Prima che sia troppo tardi.