Torino è un caso patologico, un dramma freudiano, una tragedia greca: quando si tratta di slanci creativi, Torino ha la straordinaria capacità di dotarsi del meglio e contemporaneamente non farlo sapere a nessuno, allestire spazi straordinari e dimenticarsene ancor prima che siano inaugurati. Sadismo? Snobismo? Miopia? Dottori e psicologi si facciano avanti per la loro diagnosi.
Quache giorno fa, prima di partire per Bari, dove ora mi trovo, decido di andare a vedere due mostre organizzate in due spazi torinesi abbandonati ed interessati da quel processo di conversione ad usi differenti, più adatti alla fludità/terzosettorialità/multicentricità delle città del terzo millennio, che ha già interessato negli anni passati altre zone di Torino, prima fra tutte il Lngotto. Si tratta delle ex carceri, che i torinesi chiamano "Le Nuove" con quel misto di anacronismo sornione tutto sabaudo, e delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) dove millant'anni or sono si riparavano locomotive, motrici e locomotrici in un futurista rombare di scintille. Entrambe le strutture giacciono nel bel mezzo della città, in un'area ormai centrale, e si affacciano su quello che diventerà uno degli assi più importanti della mobilità torinese.
Visito le carceri prima, le Officine poi, ma la reazione è la stessa: ammirazione, stupore, voglia di dirlo ai miei amici, riflessioni finali amare sulla torinesità. Le mostre sono interessanti, nulla di più, francamente rivolte ad un pubblico ristretto. I luoghi però sono un'altra storia.

Quante volte vi capita di visitare un carcere, di entrare in un
braccio, di entrare in una cella o di trovarsi al fondo di un canyon di corridoi concentrici sui quali si affacciano le celle? A Torino si può, e vi assicuro che non è un'esperienza che si dimentica tanto facilmente.

E quante volte vi capita di visitare una rovina positivista, un rudere della poetica della meccanica e del ferro? Quante volte, molto più semplicemente vi capita di entrare in una fabbrica dell'Ottocento? A Torino si può e vi assicuro che anche in questo caso la cosa non si dimentica tanto facilmente.
A Torino, 10€ biglietto cumulativo. Prima che sia troppo tardi.